Prima pagina Google

Prima pagina Google | QuoLAB

Il mercato del web sta cambiando: il focus dei servizi sta passando dalla creazione alla promozione di siti. Sono sempre meno quelli che devono realizzare un sito: le nuove attività (che, in questi tempi, di crisi certo non sono molte) e chi ha necessità di rifare siti obsoleti. Inoltre, l’offerta di sviluppatori (o sedicenti tali) è ormai talmente ampia che l’offerta, soprattutto per progetti di piccole/medie dimensioni, è amplissima.

Lo scenario sta però cambiando: oggi molte persone non si accontentano più di avere un sito, ma cercano di renderlo utile. Con utile non intendo solo che renda del denaro (e-commerce, etc.), ma che dia visibilità all’attività presentata attraverso il sito.

Chi ha bisogno di essere trovato e chi no

Da questa trattazione possono chiamarsi fuori quelli che usano il sito come “biglietto da visita“. Con questo termine intendo tutte quelle realtà in cui il sito serve semplicemente a rappresentare (si spera nel migliore dei modi) l’attività, ma senza la necessità di essere trovati da chi non ci conosce o non ha mai sentito parlare di noi.

Facciamo un esempio: il sito di un’associazione culturale (che chiameremo Associazione Carducci di Bologna). L’associazione non ha alcun interesse ad essere trovata da chi cerca su Google “associazioni culturali bologna”. La finalità del sito è quella di fornire un punto d’incontro per i soci (che si spera conoscano già l’indirizzo del sito) e presentare l’attività svolta. Ad ogni modo, chiunque ne abbia sentito parlare, digitando su un motore di ricerca il termine “associazione carducci bologna” troverà il sito (a meno che non sia stato progettato molto male).

A parte questi casi localizzati in cui non si ha necessità di raccogliere nuovi contatti/interessati/iscritti/potenziali clienti, per il resto dei siti si pone il problema di essere visibili sui motori di ricerca.

Facciamo un altro esempio: se siamo un meccanico di moto e scooter di Bologna, potremmo essere molto interessati a comparire nei risultati di ricerca di Google per termini come “meccanico bologna“, “meccanico quartiere mazzini“, “riparazione moto bologna“, “riparazione scooter bologna“, “meccanico yamaha bologna“, e così via. Addirittura potremmo volere che chi cerca semplicemente “meccanico moto” (senza includere il termine “bologna“), ma lo cerca da Bologna o da zone limitrofe, visualizzi il nostro sito Internet tra i risultati.

Prima pagina Google

Per fare le ricerche, il 97,69% degli Italiani usa Google (dato: dicembre 2012). Circa due terzi dei clic però vengono ottenuti dai risultati in prima pagina (le prime 10 posizioni): molti utenti si limitano ai primi 10 risultati, andando a vedere le pagine successive alla prima solo in rari casi, quando non trovano una risposta alla loro ricerca tra le prime 10 posizioni. Da qui l’importanza di essere in prima pagina su Google.

E fin qua non c’è nulla di strano: tutto quanto detto fino adesso (statistiche a parte) è noto e comprensibile ai più; ma i metodi per raggiungere la prima pagina di Google sono diversi, e durante i colloqui preliminari con i clienti trovo spesso una certa difficoltà a farli capire bene.

Come raggiungo la prima pagina?

Per raggiungere la prima pagina ci sono due strade: pagando Google o non pagando Google. Una strada non esclude l’altra.

Posizioni organiche (o naturali) e posizioni a pagamento

Quando facciamo una ricerca in Google, ci vengono mostrati i risultati di ricerca. I risultati mostrati si dividono in organici (o naturali, ovvero non hanno pagato Google) e a pagamento (indicati da uno sfondo rosa: sono li perché l’inserzionista sta pagando Google per comparire).

Nell’immagine che segue i risultati a pagamento sono evidenziati in blu, mentre quelli organici sono evidenziati in rosso.

Prima Pagina Google

Non pagando Google: SEO

SEO è l’acronimo per Search Engine Optimization (ottimizzazione per i motori di ricerca). In parole povere: il SEO è l’insieme delle tecniche che mirano a fare scalare ad un sito (o ad una o più pagine di un sito) le posizioni organiche (o naturali) nei risultati delle ricerche.

Senza entrare troppo nel tecnico: Google (e gli altri motori) premiano la pertinenza, la fruibilità e la popolarità del sito, ovvero mettono ai primi posti i siti che reputano più pertinenti alla ricerca dell’utente, che sono più fruibili e che sono più “famosi”. Se un utente cerca “hotel bologna“, Google mette ai primi posti Booking o TripAdvisor, perché sono quelli che meglio rispondono alla ricerca dell’utente (cioè “hotel bologna“), sono programmati tecnicamente bene e sono molto famosi.

Semplificando molto, l’attività di SEO consta nell’agire sul sito (e non) per:

  • Renderlo tecnicamente conforme agli standard di Google (leggibilità, usabilità, compatibilità agli standard, etc.)
  • Renderlo pertinente, producendo contenuti originali (quindi non copiati da altri siti) e approfonditi
  • Renderlo popolare (tramite collegamenti da altri siti, social, citazioni, rimandi, etc.)

Pagando Google: SEM

SEM è l’acronimo per Search Engine Marketing (marketing sui motori di ricerca). Il SEM si attua realizzando una o più campagne di annunci online mirate a pubblicare annunci sulle pagine dei risultati di ricerca in corrispondenza di specifiche ricerche.

L’attività di SEM consiste nello studiare, nel produrre e nel gestire le campagne pubblicitarie del cliente.

Analogo con la vita vera

Per fare un’analogia con la vita non digitale: presentarsi ad una web agency chiedendo un’attività di SEO (ottimizzazione per i motori di ricerca) è come chiedere di ricevere visite aumentando la popolarità: un negozio più bello, dei prodotti interessanti, il passaparola, un articolo sul giornale, etc. Al contrario il SEM permette di guadagnare visibilità pagando per attività di marketing come cartelloni, TV, radio, etc.

Come già detto, le due attività, nella vita vera e in Internet, non sono mutuamente esclusive.

Quali sono le differenze tra il SEO e il SEM?

Nel prossimo articolo approfondiremo le differenze tra SEO e SEM.


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