Il mondo del web è totalmente analizzabile. Ogni nostro passo lascia traccia.
Per TV, radio e carta stampata è difficile avere dati che mostrino quale riscontro abbia ottenuto un articolo o servizio. Non è possibile sapere con esattezza chi ci legge o ascolta.
Con il web, invece, è diverso: tutto si può analizzare.
Una volta che un sito è online, è possibile conoscere ogni dettaglio numerico delle sue performance.
Non sto parlando del semplice, ma poco indicativo, contatore delle visite. Sapere se sul nostro sito ci sono state cento, piuttosto che trentasettemila, visite è un dato che potrebbe sembrare significativo. Ma oggi possiamo sapere molto di più!
Analizzando il traffico sul nostro sito con strumenti quali Google Analytics avremo a disposizione una marea di informazioni:
E queste sono le principali. I dati a disposizione sono tantissimi, e incrociandoli possiamo scoprire alcuni comportamenti significativi degli utenti. Per esempio, possiamo capire facilmente quante persone visitano la pagina dei servizi dopo aver letto un articolo del blog. Con informazioni di questo tipo possiamo controllare l’efficacia di ogni pagina, di ogni modifica, di ogni nuovo contenuto.
Per analizzare queste informazioni è necessario raccogliere determinati dati. Chi realizza il sito deve configurare correttamente lo strumento (Google Analytics). Attenzione: la tracciabilità non è retroattiva. Se per un certo periodo non hai avuto installati i codici di tracciamento corretti, i dati non sono stati raccolti. Tracciamento lasciato equivale a tracciamento perso. Per sempre.
L’errore da non fare è ritenere che l’analisi del traffico non sia importante, e di conseguenza non sincerarsi che lo sviluppatore installi gli strumenti necessari. Il tuo sito deve essere tracciato, per poterlo analizzare. Se l’agenzia web non te ne parla in fase di realizzazione, devi introdurre tu l’argomento!
Grazie all’analisi del traffico si possono capire diversi comportamenti dell’utente. Una delle funzioni più importanti è il tracciamento delle conversioni. Per conversioni si intende l’azione che il visitatore compie una volta sul sito, come per esempio:
È importante che il tracciamento delle conversioni venga impostato correttamente. Saremo, così, in grado di sapere quante conversioni si siano raggiunte nel tempo. E si potrà andare a incrociarle con il resto dei dati a disposizione.
In questa fase è importante configurare il tracciamento, così da poter analizzare:
E così via…
Altra analisi significativa è quella delle sorgenti di traffico. Una sorgente di traffico è la modalità con cui il visitatore arriva al sito. Ci spiega la strada percorsa dall’utente per atterrare da noi.
Le modalità più comuni sono:
Ti stai chiedendo perché questi dati siano importanti?
Lo sono perché spesso, per portare traffico e visitatori, dobbiamo investire tempo ma soprattutto denaro. Se abbiamo molte visite da Google organico è probabile che si stia investendo in contenuti, magari frequenti articoli del blog. Se invece riceviamo traffico a pagamento, da Google o da Facebook, significa che stiamo investendo denaro in pubblicità e sponsorizzazioni.
Tracciare il sito in modo da capire da dove arrivino le conversioni permette di capire se gli investimenti che si stanno facendo siano o meno efficaci. Se sto portando avanti delle campagne a pagamento, mi permette di calcolare il CPL (costo per lead), che si ottiene con la formula costo pubblicitario/numero di lead. In pratica calcoliamo quanto sto pagando ogni nuovo visitatore.
Un esempio:
Mettiamo che in un mese io abbia speso in Google Ads (Scopri se è meglio usare Google Ads o Facebook Ads) trecento euro, e che abbia ricevuto in cambio dieci contatti. Ne ricavo che (300/10=30) avrò speso trenta euro per ogni nuova lead (contatto). Ricorda, un potenziale cliente non è un cliente: non è detto che acquisti un nostro prodotto o servizio.
Un dato addirittura più interessante è il CAC (o costo acquisizione cliente), ovvero quanto mi costa acquisire un cliente (o quanto mi costa una vendita). La formula è investimento pubblicitario/numero di vendite.
Sempre usando l’esempio di prima, mettiamo che di quelle dieci lead ne abbia vendute 5. La formula diventa 300/5=60€ a cliente. Acquisire un cliente mi costa quindi 60 euro, con Google Ads. A questo punto, posso confrontare il CAC con il margine (ovvero quello che mi rimane in tasca dopo aver pagato tutti i costi relativi al prodotto che vendo, o all’erogazione del servizio) e capire se è un business conveniente o meno. C’è un’intera branca del marketing che si occupa di calcolare e capire se gli investimenti siano davvero conveniente oppure no. In pratica, bisogna capire se il gioco vale la candela.
Il tracciamento dei dati è un passaggio fondamentale per poter svolgere l’analisi del tuo business. E quindi sarebbe un grave, anzi gravissimo errore non predisporre il sito in tal senso. Non cadere in un tipico errore tecnico: traccia il tuo sito!
Predisporre un tracciamento è utile anche per scovare gli eventuali link rotti, ossia quei collegamenti tra una pagina e un’altra che non funzionano correttamente. Esistono diversi motivi per cui un sito di medie dimensioni possa presentare al suo interno dei link malfunzionanti: è una situazione abbastanza normale. Tracciando il tuo sito potrai capire subito quali e dove siano tali errori, e intervenire con tempestività. Anzi, con alcuni strumenti di analitica è addirittura possibile far controllare il sito in automatico, facendosi arrivare un messaggio (un warning) ogni volta che il sistema scova un link rotto.